Quattro storie di inclusione sociale e lavorativa di beneficiari SPRAR, quattro piccole “grandi narrazioni” di uno sforzo che è, insieme, atto individuale e collettivo, impresa trans-generazionale di uomini e popoli “in movimento”. Sguardi al passato ma soprattutto su presente. E una conferma di come, attraverso lo sport e la pratica di attività sportive, laddove pensati e sostenuti da un’ampia rete di stakeholder e nella loro veste principale  di strumenti educativi  ,sia possibile promuovere e praticare sul territorio socializzazione e benessere relazionale;  di come l’orientamento e gli strumenti finalizzati all’inserimento lavorativo, se accompagnati dall’attivazione di collaborazione e sinergie non estemporanee con i vari soggetti territoriali , in questo caso,  dell’area del distretto  fermano, possano tradursi in percorsi di integrazione ed autonomia.

Saidu, Karim, Musa e Djibril, ci parlano del loro viaggio e delle loro speranze, ma soprattutto della centralità del “riconoscimento” come soggetti attivi e portatori di una comune dignità : dalle partite di calcio della Save The Youths  presso il Firmum Village nel campionato di terza categoria della lega nazionale Dilettanti,  al lavoro agricolo presso la fattoria Sociale Montepacini, dagli allenamenti con la Polisportiva Mandolesi di Porto san Giorgio alle mansioni professionali di operaio calzaturiero , edile o come commesso presso tre aziende del territorio.